top of page

Goa di Charles Correa

Aggiornamento: 15 ott 2025

Charles Correa (1930-2015)


Nel dopoguerra indiano, mentre il paese appena indipendente cercava un nuovo linguaggio per raccontarsi al mondo, ci fu chi decise di costruirlo — letteralmente — mattone dopo mattone.

In un’epoca in cui si guardava all’Occidente come modello da imitare, Charles Correa fu tra i pochi a intuire che la vera modernità non consisteva nell’imitare, ma nell’adattare.


Architetto, pensatore e scrittore, Correa ha tracciato la via per un’architettura che fosse davvero indiana: radicata nel clima, nella cultura e nei bisogni delle persone.

Definito dal Royal Institute of British Architects come il più grande architetto dell’India, Correa ha trascorso l’intera vita a promuovere l’uso di materiali locali, a valorizzare il pensiero mitico indiano e a proporre modelli abitativi sostenibili.

Alla sua figura si deve molto di ciò che oggi è riconosciuto come architettura moderna indiana.


fotografia dell'architetto indiano Charles Correa

Radici lontane, eredità presente

Nato a Secunderabad nel 1930, Charles Correa portava nel cuore Goa, terra d’origine della sua famiglia.

Cresciuto in un’India ancora sotto dominazione britannica e poi testimone dei suoi primi passi verso la libertà, assorbì fin da giovane un forte senso di identità culturale. Dopo aver studiato architettura a Mumbai e poi negli Stati Uniti — prima all’Università del Michigan e poi al MIT — tornò in patria deciso a costruire non solo edifici, ma una visione.


I suoi primi progetti si distinsero per la capacità di fondere simmetria tradizionale, sensibilità per il sito e materiali semplici, dando vita a uno stile profondamente moderno e al contempo profondamente indiano.


Tradizione e modernità

Mentre il mondo si affacciava ai grattacieli in vetro e acciaio, Charles Correa si ispirava al genio di Le Corbusier, ma con uno spirito critico: sapeva che la modernità in India doveva dialogare con l’umidità dei monsoni, la spiritualità dei templi, la socialità dei cortili. Il suo lavoro — oltre 100 edifici in tutta l’India — spaziava da abitazioni popolari a centri culturali, da musei a grattacieli, senza mai perdere di vista l’essere umano.


Luoghi come il Gandhi Memorial Museum di Ahmedabad, il Jawahar Kala Kendra di Jaipur, la sede del British Council a Delhi e il meraviglioso Kala Academy di Goa, sono esempi viventi della sua visione. Correa sapeva che lo spazio non è solo estetica, ma esperienza: ogni corridoio, ogni cortile, ogni luce filtrata racconta una storia.

Come scrisse lui stesso:

“Un buon architetto non deve temere di lavorare in condizioni economiche severe. Anche utilizzando solo i materiali più umili, come il fango o i mattoni essiccati al sole, può comunque creare un’opera gioiosa e trionfale." - Charles Correa

Il legame con Goa

Anche se trascorse poco tempo a Goa da giovane, Charles Correa portò sempre con sé la cultura e la sensibilità della sua terra.

Quando gli venne affidato il progetto della Kala Academy a Panaji, comprese subito che doveva essere uno spazio vivo, attraversabile, un luogo di comunità più che un semplice contenitore per eventi. Da allora, la Kala Academy è diventata un polo culturale vibrante, un tempio laico per le arti e un punto d’incontro per le nuove generazioni.


Negli ultimi anni della sua vita, Correa tornò a Goa in modo permanente, costruendosi una casa dove visse con la moglie e la figlia. Oggi, proprio lì, ha sede la Charles Correa Foundation, custode del suo immenso archivio: disegni originali, fotografie, plastici, scritti e filmati. La fondazione continua il suo lavoro, promuovendo l’architettura sostenibile, il dibattito urbano e documentari dedicati alle città del futuro.


Kala Academy di Goa, opera di CHarles Correa

Scoprire Goa sulle orme di Correa

Goa non è solo spiagge e relax. È un crocevia di culture, di storie sovrapposte, di influenze architettoniche che raccontano la sua anima meticcia. Seguendo il filo della sua storia e della visione di Correa, ecco alcune tappe da non perdere:


  • Ammirare l’architettura indo-portoghese

    Per quasi 500 anni Goa è stata una colonia portoghese. Chiese barocche, dimore nobiliari e piccoli villaggi conservano ancora un fascino europeo impiantato in terra indiana. Negli ultimi anni, sempre più edifici vengono restaurati per raccontare questo passato unico.

  • Rilassarsi sulle spiagge di Goa

    Tutto lo stato si affaccia sulla costa occidentale dell’India, con spiagge per tutti i gusti. A nord le scogliere dominano l’orizzonte, a sud il paesaggio si fa più tranquillo. Che tu cerchi una festa sulla sabbia o una capanna silenziosa dove leggere in pace, qui troverai il tuo angolo di paradiso.

  • Passeggiare tra i giardini delle spezie

    Nelle zone interne, Goa esplode di verde: piantagioni di spezie, alberi da frutto, e le celebri piantagioni di peperoncini e anacardi. Visitare questi luoghi significa toccare con mano l’ecosistema della regione e capirne l’economia agricola tradizionale.

  • Fermarsi in una taverna locale

    Per cogliere davvero l’anima goana, basta entrare in una taverna con un pescatore al bancone e un bicchiere di feni(distillato di anacardi) in mano. Le chiacchiere si mescolano ai profumi del curry di pesce e alla lentezza del tempo, in un’esperienza autentica e indimenticabile.


Spiaggia di Goa con palme sullo sfondo


Commenti


bottom of page